Evergreen Googlebot, “se si vede funziona”

Google ha annunciato il rilascio della nuova versione di googlebot, e questa volta sembra ci sia un vero cambio di passo.

robot

Googlebot (bot = robot) è il software che legge e comprende (cerca di comprendere) le pagine di tutto il web per poi permettere che le stesse vengano indicizzate, analizzate, catalogate e proposte nei risultati di miliardi e miliardi di ricerche.

Se googlebot non è in grado di comprendere una pagina è molto probabile che la stessa si “indicizzi male” e di conseguenza il posizionamento nella serp ne risente.
Purtroppo capita (o forse dovremmo dire “capitava”, speriamo!) che googlebot non fosse in grado di determinare correttamente il layout di una pagina, succedeva spesso design “complicati” con altezze relative, magari indicate tramite i parametri css vw e vh.

Il nuovo GoogleBot

Prima googlebot veniva aggiornato ogni tot, alla bisogna. Ora verrà aggiornato ad ogni rilascio di chromium.

Chromium è la base su cui viene sviluppato chrome, è spesso definito “la versione opensource di chrome“. Tra i due browser ci sono poche differenze e in questa sede non sono rilevanti.

Non solo, la relazione chromium si estende anche alle suite di testing:

  • Search console
  • Mobile-friendly test
  • Rich result test
  • AMP Test

Leggendo tra le righe significa che Google ha creato una piattaforma unica, basata su chromium, che viene utilizzata da ciascuno dei tools di cui sopra.

Vantaggi?

Si molti, i principali:

  • Coerenza tra i vari test tools, non si verificheranno più casi un cui, ad esempio, l’anteprima di search console mostra un risultato e il mobile friendly test uno diverso. Quindi possiamo sapere come google “vede” il nostro sito con certezza.
  • Aggiornamenti sincronizzati e frequenti, quando viene rilasciato un aggiornamento ne beneficiano subito tutti i tools, alla buon’ora!
  • Last but not least: esperienza paragonabile a quella dell’utente, il punto più importante. Chromium è un browser tecnologicamente evoluto e (se consideriamo anche suo “fratello” chrome) è il browser più diffuso. Finalmente possiamo supporre che google search sia in grado di leggere il web come lo legge l’utente.

In sostanza, possiamo preoccuparci sempre meno di come è formatto l’html, della sintassi corretta, delle formalità etc. Se si vede, funziona! Ovvio scrivere un buon html è sempre meglio, ovvio che un buon css e il minimo uso di javascript siano sempre l’opzione migliore, ma da ora in poi non dovremmo più preoccuparci di come google leggerà il nostro sito, se chromium o chrome sono in grado di renderizzare e interagire correttamente con le pagine lo farà anche googlebot.

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