Quando Google non funziona

Google è in grado di dare risposte giuste ad  ogni domanda?

 

Google Error

pagina di errore di Google (credit google.com)

 

Ok, forse ho un po’ esagerato con l’affermazione “non funziona“, ma alla domanda “Google funziona sempre bene?” la risposta non è si.

Il motore di ricerca per antonomasia ci ha abituato che quando cerchiamo qualcosa la risposta al nostro quesito si trova nei primi risultati e molto spesso addirittura è il primo. Tanto da diventare una scommessa da parte di google che, da tempo immemore, presenta a fianco del classico bottone “Cerca con Google” anche un bottone “Mi sento fortunato” (“I’m Feeling Lucky” nella versione inglese).

Se al posto di “cerca con google” clicchiamo su “mi sento fortunato” verremo indirizzati direttamente al primo dei risultati senza visionare l’elenco. A dire il vero questa “feature” è sempre meno importante da quando esiste google instant, ciononostante il suo valore simbolico rimane molto alto. Google scommette con l’utente che il risultato di ricerca più rilevante sarà il primo, un’ambizione molto grande, che spesso il motore di ricerca riesce ad onorare, ma non sempre.

Ovviamente ci sono dei casi in cui  la “scommessa” non può essere vinta da Google, non fornendo il risultato desiderato, ed è proprio grazie all’analisi di questi “errori” che possiamo capire i limiti e i difetti di Google.

Le ricerche non sono tutte uguali

Prima di procedere con l’analisi degli “errori” dobbiamo capire cosa si significa “intento di ricerca” e lo facciamo con un esempio, se cerchiamo la parola “rosa”, il software di Google deve per prima cosa cercare di capire se sto parlando del fiore, del colore o del nome proprio femminile Rosa.

Per scegliere quali risultati mostrare gli algoritmi devono “capire” cosa l’utente cerca realmente quando esegue una ricerca generica, e lo fanno in base ad una serie di parametri che conoscono, ad esempio le ricerche precedenti, la località, il dispositivo in uso, etc etc.
Questo processo molto complesso e articolato non è infallibile.

Se avessi cercato il termine “rosa” per reperire informazioni sul nome proprio femminile “Rosa”, ma la mia “profilazione” avesse suggerito a Google che i risultati maggiormente pertinenti con il mio profilo dovessero essere quelli che parlavano di fiori, non avrei ottenuto il risultato sperato ed avrei dovuto ripetere la ricerca utilizzando delle keywords più specifiche, ad esempio “Rosa nome”.

Da notare che la ricerca “Rosa nome” mi da come primo risultato la pagina di wikipedia che parla del nome femminile Rosa, ma con “nome rosa” i primi posti della “serp” premiano le recensioni de “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Questo breve esempio rende evidente come le ricerche corte (cosiddette “short tail“) siano un terreno molto difficile per i SEO, ma anche per i motori di ricerca.

Quando Google non funziona?

Capita di avere bisogno di risposte semplici, dirette, precise e molto veloci, ricerche “mirate” come: “Quanto vale una sterlina”, “meteo milano”, “temperatura di fusione del berillio” (utile, no?) . A domande come queste ci si aspetta un risposta molto veloce, precisa e puntuale.

Google Knowledge Graph - Temperatura Fusione Berillio

Ricerca “Temperatura di fusione del Berillio” – Risultato proveniente da “Knowledge Graph” direttamente nella SERP

Google spesso ci fornisce la risposta direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, perché “capisce” esattamente la domanda e possiede la risposta.
Questo è possibile perché qualcosa o qualcuno ha inserito la domanda e la risposta in un database di Google (chiamato “knowledge graph“) quindi il motore di ricerca è in grado di interpretare la nostra domanda e fornire la risposta corretta.

I problemi iniziano quando il “knowledge graph” non conosce la domanda o quando Google non è in grado di comprendere a pieno l’intento di ricerca dell’utente. In entrambi i casi  vengono premiate le pagine che offrono un contenuto più lungo ed articolato.

Google, ricerca mirata poco efficace

Esempio di una ricerca che dovrebbe dare una risposta puntuale alla quale google non è in grado di rispondere tramite knowledge graph, che premia articoli lunghi.

L’utente che vuole immediatamente una risposta precisa si trova davanti ad un testo lungo che certamente contiene la risposta alla sua domanda, ma necessita di un tempo di lettura che va ben oltre a quello che l’utente è disponibile a spendere per ottenere la risposta ad una domanda diretta, in questo caso mi sento di dire che Google non funziona, perché non ha capito che cercavo una semplice risposta diretta.

Conclusioni

Sembra che per le ricerche puntuali e precise Google voglia usare solo “knowledge graph” lasciando alla ricerca organica sole le risposte alle domande più articolate. Alla luce di questo l’interrogativo da porsi è se ha ancora senso di parlare di SEO quando il tuo contenuto risponde alla stessa domanda alla quale risponde il “knowledge graph“?

La risposta sembrerebbe essere no, e sicuramente lo è nell’immediato, ma non sappiamo come sarà domani.
Ricordiamoci che prima dei vari “Panda” e “Penguin“, Google ha passato un brutto periodo, nel quale le cosiddette “link farm” e le “content farm” riuscivano a “fregare” il motore falsando le “serp“, tanto da rendere spesso inutili i tentativi di ricerca degli utenti. Vi ricordate quanto male funzionava Google nel periodo 2008 – 2010?
Oggi è impossibile mettersi contro al “knowledge graph“, ma domani sarà ancora così?

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