Dominio: quanto vale?

Si può valutare il valore di un nome a dominio? Quali sono i parametri da considerare?

 

Quanto vale un dominio?

Quanto vale un dominio?

Un nome a dominio è sempre stato acquistabile a basso prezzo, ma quale è il suo vero valore? Al di là del dell’aspetto strettamente monetario, in termini strategici e di rilevanza della propria azienda quanto è come possiamo valutare il nome a dominio?

Innanzitutto sgomberiamo il campo da attacchi compulsivi da acquisto di nomi a dominio, i migliori sono già stati registrati quindi l’idea di registrarne di generici e appetibili a molti per poi venderli al miglior offerente non è più praticabile, anche per altri due motivi, ma ne parleremo dopo.

La scelta di un “domain name” dipende e influisce su vari aspetti della azienda o dei prodotti.

  1. L’identità: il nome a dominio è il nome con il quale la vostra azienda, i vostri prodotti o i servizi si presentano al mondo intero tramite il web.
  2. comunicazione diretta: le caselle di posta elettronica sono “figlie” del nome a dominio, riuscirebbero a comunicare con voi i vostri clienti se il vostro indirizzo email cambiasse ogni anno?
  3. marketing: il “domain name” influisce direttamente sul posizionamento nei motori di ricerca, se cerco su google la parola “sedia” è probabile che i primi posti della “serp” siano occupati da pagine che risiedono su domini che contengono la parola sedia.

È importante notare come il nome a dominio sia usato per servizi diversi, ad esempio posta e web, che potrebbero essere gestiti da soggetti diversi perché sono esposti a rischi (in ambito tecnico) diversi.

Se la mia azienda si chiama “carpenteria bla bla bla srl” e produce sedie un dominio adatto potrebbe essere “carpenteriablablabla .it” soprattutto per le caselle di posta, ma per il sito web “sedie .it“(ammesso che sia libero o acquistabile) potrebbe essere migliore, sia per una questione mnemonica, sia per l’aspetto seo. Valutare sempre l’ipotesi di usare due (o più) domini, uno dedicato alla posta ed uno al sito web. Separare la posta dal sito rende più liberi di gestire le diverse problematiche in tempi e modi diversi e magari con fornitori diversi.

Spesso si ricorre all’acquisto di domini internet  (giustamente) come forma di tutela, per evitare che altri utilizzino impropriamente il nome della vostra azienda o prodotto.
Ipotizziamo la solita “carpenteria bla bla bla srl” produca una sedia dal design innovativo nella quale punta particolarmente chiamata “supersedia”, è ragionevole pensare che la “carpenteria bla bla bla” si registri i domini supersedia.com/it/net etc etc al fine di evitare che le aziende concorrenti registrino quei domini per trarne un beneficio diretto. Lo so, sarebbe sleale, purtroppo però si vedono spesso casi così.
Per lo stesso motivo per il quale si deposita un brevetto o un marchio si potrebbe decidere di “parcheggiare” dei domini, una legittima forma di tutela della propria proprietà intellettuale/industriale.
Registrare un dominio costa pochi euro all’anno. Non possono esistere al mondo due domini uguali, se ce l’hai tu non ce l’ha il tuo concorrente.

Attenzione alle eccezioni! Ci sono dei casi nei quali l’autorità (ICANN) potrebbe decidere di revocare il dominio e assegnarlo ad un altro soggetto che vanta un diritto.

Un esempio pratico, anche se in realtà esistono altre fattispecie:

Ipotizziamo di avere depositato il marchio comunitario (Europeo) “supersedia“, ipotizziamo che un soggetto terzo che opera nel nostro stesso settore e nella nostra stessa zona registri “supersedia .eu” DOPO alla nostra richiesta di deposito, in questo caso è possibile richiedere (tramite un arbitro) la riassegnazione d’ufficio del nome a dominio. In caso di parere favorevole il dominio viene “tolto” al soggetto terzo è assegnato al titolare del diritto rivendicato.
Quindi prima di registrare un dominio è buona norma assicurarsi che non ci siano delle “interferenze” con marchi depositati per lo stesso settore o già noti nel mercato da molto tempo.
Questo è uno degli altri motivi che mi spingono a sostenere che la pratica di acquisto in massa dei domini allo scopo di rivenderli sia rischiosa e probabilmente controproducente.

Abbiamo già capito che un nome a dominio è importante tanto quanto un marchio depositato o un brevetto (anche se costa meno) e che viene riconosciuto come un “asset intangibile” che dà valore all’azienda.

Se andiamo oltre alle questioni patrimoniali, come si accennava al punto tre, è stato più volte evidenziato come il nome a dominio, assieme ad altri parametri, sia un elemento determinante per il posizionamento del sito nei motori di ricerca. Se il mio sito risponde all’indirizzo “supersedia .it” per il motore di ricerca è facile prevedere che quel sito parli del prodotto “supersedia“, quindi è molto probabile che il sito venga proposto tra i risultati delle ricerche che contengono il termine “supersedia“.

Se all’interno delle pagine del sito “supersedia .it” è presente un bottone “acquista” è evidente come il nome a dominio sia direttamente collegato al fatturato.

Un nome a dominio attualmente libero sul mercato non è detto che sia sempre stato libero, è legittimo chiedersi se il passato” di un nome a dominio possa influenzare la seo. Soprattutto quando andiamo a comprare di “seconda mano” un dominio usato da altri.
Il passato del dominio incide pesantemente sul posizionamento. Un sito esistito in precedenza potrebbe avere ricevuto dei link da altri siti, siamo sicuri che questi link facciano bene al nostro posizionamento? Dipende dall’affinità di argomento e dalla qualità del sito di provenienza dei link.

Inoltre i motori di ricerca assegnano una “reputazione” ad ogni dominio, purtroppo non possiamo sapere con certezza quale sia la reputazione del dominio, ma avere un’idea su cosa “girava” prima nel nostro dominio è necessario.

Viste le considerazione fatte fino qui credo che ormai sia evidente come non esistano formule sensate per dare un reale valore al dominio, dipende da caso a caso e la valutazione va fatta “a mano” e richiede del tempo.

Ultimi due consigli:

  1. se hai un nome a dominio “buono” con un “buon passato” che non usi, non lasciarlo scadere, butteresti via delle future opportunità, e se proprio sai che non lo userai più conservalo fino a quando non riuscirai a venderlo.
  2. un dominio senza contenuti (senza un sito) o con contenuti duplicati (enne copie dello stesso sito o stesso sito che risponde a più domini) non incide nel posizionamento su Google, anzi rischia di essere penalizzato, se il tuo obiettivo è fare visite tramite motori di ricerca per ogni dominio deve esserci del contenuto originale e unico. Questo è l’ultimo motivo per il quale sostengo che l’acquisto compulsivo di domini, senza un motivo reale sia inutile se non dannoso.

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